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Nel cuore dell'Emilia, negli ultimi anni ne sono stati recuperati 29. Ora preoccupa il Piano delle Regioni

Nel centro di Monte Adone, dove si salvano i lupi:

Nel centro di Monte Adone, dove si salvano i lupi: "Fermate l'abbattimento"

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Qui, nel cuore dell'Emilia, negli ultimi anni ne sono stati recuperati 29. Ora preoccupa il Piano delle Regioni. I responsabili: "Rimandiamolo" L'articolo

Nel centro di Monte Adone, dove si salvano i lupi: "Fermate l'abbattimento"

NEL GIUGNO del 2013 dalle colline bolognesi arriva una chiamata: c'è un lupo nel recinto delle pecore. E più impaurito degli ovini. Lilith, una lupa di 3 anni, è spaventata e malata: è l'allevatore ad avvisare i tecnici del centro Progetto Lupo di Monte Adone: "Venite a vedere, presto". Grazie a un processo di riabilitazione tornerà a correre nei boschi, spostandosi in continuazione, fino alla sua morte. Lilith era uno dei tanti lupi aiutati da chi si impegna quotidianamente per la loro conservazione. Ci sono diversi centri in Italia, come quello di Tutela e ricerca della fauna esotica e selvatica di Monte Adone, nel cuore dell'Emilia, fatto di volontari e persone che lottano 24 ore su 24 per recuperare e aiutare i lupi (e non solo). Loro, come decine di associazioni ambientaliste, guardano con attenzione e preoccupazione alla decisione del 2 febbraio, quando il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti potrebbe firmare il Piano Lupo elaborato dalla Conferenza Stato-Regioni. Piano che prevede la possibilità, seppur estrema, di abbattere i lupi. "Spero lo rimandino, noi ci crediamo. Sta succedendo qualcosa - dice Elisa Berti, responsabile del centro Monte Adone - l'opinione pubblica, gli incontri politici...e poi alcune regioni che hanno già cambiato idea... La nostra speranza è che il piano sia posticipato e ci si sieda tutti, ma proprio tutti, dalle associazioni ambientaliste a quelle degli allevatori, dalle Regioni a i centri di tutela ambientale, intorno a un tavolo. Chiediamo più coinvolgimento e una maggiore coordinazione. Il lupo non puoi gestirlo localmente, ma solo su scala nazionale". I lupi salvati dal Centro Monte Adone Lavorare in un centro di soccorso, recupero, riabilitazione, cura e rilascio in natura di questi predatori è un impegno costante, che ti fa ragionare "sulla convivenza fra lupi e uomini". "Da noi - racconta Elisa - lavorano 12 persone che si alternano nei turni. Riceviamo chiamate per qualunque tipo di animale, selvatico o esotico, che può aver bisogno di aiuto. La questione dei lupi è soprattutto legata al bracconaggio: spesso vengono avvelenati. Dopo i bocconi o vengono uccisi con una pallottola, oppure a causa del veleno spesso finiscono per vagare ed essere investiti. Perché li ammazzano? Perché molte volte sono un problema per gli allevatori o chi ha interessi produttivi". Dal 2000 al 2012 il Centro, che collabora con Wolf Appenine Center, ha avuto a che fare con cinque lupi ma negli ultimi quattro anni è stata un'esplosione: "Almeno 24 casi, in tutto finora 29. E' indubbio che le politiche di protezione e conservazione funzionino. E' aumentata la presenza di lupi e di ibridi, ed è giusto pensare a regole condivise per tutelare sia gli animali che gli allevatori. Ma ci vuole più responsabilità nel decidere quali regole adottare". Il riferimento è alla 22esima misura del Piano Lupo che prevede, qualora quelle precedenti non abbiano dato risultati, un abbattimento controllato fino al 5% della popolazione complessiva di lupi in Italia, previo un piano regionale approvato da Ispra e Ministero. Nel nostro paese ci sono fra i 100 e i 150 esemplari sulle Alpi e fra i 1.070 e i 2.472 in Appennino, il 18% dei lupi della Ue. Per chi salva i lupi "la prevenzione dei danni agli allevamenti può e deve essere migliorata soprattutto con un impegno da parte delle Regioni: è necessario informare come una prevenzione seria e sistematica sia in grado di ridurre praticamente a zero i danni. L'eventuale abbattimento di singoli individui non porta alla risoluzione del conflitto bensì può solo peggiorare le predazioni sul bestiame". Inizialmente coinvolto per pareri e scambi di dati sulla stesura del Piano, il Centro Adone lamenta di non essere stato interpellato sulla successiva stesura (con modifiche) del piano finale. "Il percorso è apparso poco trasparente lasciando spazio a facili strumentalizzazioni da parte di portatori di interesse" si legge in un passaggio della nota scritta dai volontari che dicono chiaramente che se il Piano passerà così come è "si trasformerà in un boomerang che  necessariamente avrà ripercussioni sull'interpretazione dell’operato delle istituzioni che le avranno promosse ed attuate e pertanto, a nostro avviso, non farà altro che aumentare il malcontento e quindi il fenomeno di bracconaggio". Sul Piano, mentre le associazioni ambientaliste hanno già raccolto migliaia di firme e rilanciato svariati appelli sui social (con l'aiuto dalla vignetta di Lupo Alberto disegnata da Silver), alcune regioni hanno fatto un passo indietro esprimendo dubbi, altre ipotizzano invece di tirare dritto. Il ministro Galletti ha però precisato che "la conservazione del lupo è un tema tema troppo serio perché possa essere piegato al clamore mediatico o al populismo di qualcuno. Le Regioni mi dicano cosa intendano fare, ma non permetterò che su una materia delicata come la tutela del lupo, al posto della scienza detti l'agenda chi evidentemente o non ha letto il testo o è in malafede". Il Centro, anche su questo, ha una opinione chiara: "Se c'è una cosa che il lupo ci ha insegnato è che per tutelarlo dovremmo davvero lavorare tutti insieme". "Spero lo rimandino, noi ci crediamo. Sta succedendo qualcosa - dice Elisa Berti, responsabile del centro Monte Adone - l'opinione pubblica, gli incontri politici...e poi alcune regioni che hanno già cambiato idea... La nostra speranza è che il piano sia posticipato e ci si sieda tutti, ma proprio tutti, dalle associazioni ambientaliste a quelle degli allevatori, dalle Regioni a i centri di tutela ambientale, intorno a un tavolo. Chiediamo più coinvolgimento e una maggiore coordinazione. Il lupo non puoi gestirlo localmente, ma solo su scala nazionale". Piano che molto probabilmente, come annunciato dal presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini, sarà rinviato.  

03/02/17 23:20

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