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Videoforum con l'ex premier e senatore a vita Video "Esodati? Errore che non rifarei" integrale

Monti a RepTv:

Monti a RepTv: "Con gli Usa di Trump a rischio governance globalizzazione"

politica

"Il nuovo presidente Usa ricorda Reagan, che si alleò con l'Europa per abbattere l'Urss. Ora lui si accorda con Putin per mettere noi in difficoltà. Ma i nostri attuali leader ragionano sul consenso elettorale, mentre Kohl e Mitterrand lavoravano per costruire". "Renzi dice che il mio fu governo Dracula? Mi fa pena: si è giocato tutto al referendum, non ha fatto ripartire l'Italia. E attacca me?" 

Monti: "Con Trump in gioco la governance della globalizzazione. Ma nostri leader distruggono credibilità Ue"

ROMA - L'America di Trump che riscopre il protezionismo e sfida la globalizzazione erigendo muri contro l'immigrazione e dazi doganali. L'America di Trump che dileggia l'Unione europea e ne minaccia i valori in tema di democrazia e diritti alleandosi con la Russia di Putin. Ma quale risposta attendersi da un'Unione europea i cui leader guardano all'ombelico del consenso elettorale interno anche a costo di minare l'immagine delle istituzioni comunitarie? E ancora le responsabilità di uno spread che risale, le critiche di Matteo Renzi all'operato del suo governo, gli esodati e la crisi del sistema bancario. Di questo parla Mario Monti nel videoforum condotto da Massimo Gianni, dove sono tanti gli spunti offerti alla discussione generati dalle tantissime domande dei lettori. Un ventaglio di temi su cui il Professore,  ex commissario Ue per il mercato interno e per la concorrenza, chiamato al governo nel novembre 2011 per guidare l'Italia fuori dalla morsa dello spread, può spendere le parole importanti del protagonista e del testimone. IL VIDEOFORUM INTEGRALE Trump, i segnali dagli Stati Uniti e l'affondo sui migranti. Cosa è in gioco, negli Usa e in Europa? "E' in gioco una forma di cordinamento o di governance mondiale della globalizzazione. La globalizzazione avanza, provoca benefici, anche economici, ma anche disuguaglianze mostruose perché non ben gestita. Col G20 si stavano facendo degli sforzi, ma arriva una personalità forte come Trump e dice: l'importante è la nazione, in posizione critica verso chi vuole costruire qualcosa oltre le nazioni, come la Ue". Trump è nuovo o vecchissimo? "Non so. Nuovo, perché spinge all'estremo la capacità che tanti leader hanno di interpretare le voglie e le paure dei cittadini. Un politico invece dovrebbe filtrare il tutto nel suo disegno. In questo è nuovissimo. Ma è molto vecchio perché somiglia a Reagan: che era molto conservatore, ma sul piano internazionale ha mirato a mettere in difficoltà l'Urss, con l'aiuto dell'Europa, dislocando i missili Cruise e c'è riuscito. Trump invece sta prendendo come alleato Putin, che va bene contro l'Isis, ma anche per mettere in difficoltà l'Europa. Sta fondando l'internazionale nazionalista".   Monti: "Trump nuovo e vecchissimo, sta fondando l'Internazionale nazionalista" Condividi   O populista, come si sente affermare. Altro tratto che rende Trump anomalo è che sta mettendo in pratica davvero quello che ha promesso in campagna elettorale. "Per ora sì. L'ideale è di avere politici che non lisciano solo il pelo agli elettori. La situazione meno buona è quando i politici fanno promesse mirabolanti che poi spesso non mantengono. Lui in questo è davvero nuovo. Eletto dalle pance dei cittadini, si prende seriamente e cerca di mantenere quanto promesso. E' coerente, certo, ma ragioniamo sulle promesse che ha fatto?" Trump è di destra? Dal bando sui migranti all'attacco alle riforme di Obama sembrerebbe di sì. "Sì, io sono convinto che in tanti Paesi destra e sinistra non abbiano più grande significato, ma in certi aspetti sì. Se la sinistra è caratterizzata da una maggiore voglia di equità sociale e una maggiore combattere le disuguaglianze, Obama è stato di sinistra. A proposito del rapporto tra la Ue e l'America di Trump tengo a sottolineare una cosa. Il professor Ted Malloch si dice sia stato individuato come prossimo ambasciatore Usa a Bruxelles. Malloch ha dichiarato alla Bbc: 'In una precedente carriera ho avuto un posto diplomatico con cui ho aiutato ad abbattere l'Urss. Ora c'è un'altra Unione da abbattere (evidente il riferimento alla Ue). Non credo che Trump ami un'organizzazione sovranazionale', che lui falsamente dice essere costituita di non eletti. Malloch poi aggiunge: 'Juncker è stato sindaco di una qualche cittadina in Lussemburgo, forse dovrebbe tornare lì'. Ecco, io aspetto di vedere quale gradimento darà la Ue alla nomina di questo ambasciatore, che va in un Paese contestando l'esistenza e l natura di quel Paese. Malloch non andrebbe accreditato. Se le premesse sono queste". Come si possono difendere con i dazi un'economia nazionale e l'occupazione senza buttare a mare il buono della globalizzazione? Trump introduce i dazi, ma se si rivelano sbagliati? "La globalizzazione va governata. Perché ci sono vantaggi nel commercio, ma anche nella finanza internazionale, che a volte reca certi danni. Non va reso oneroso il commercio con i dazi, va promossa un'apertura equilibrata dei mercati. L'Europa si gioca moltissimo col mercato unico, che è aperto ma non disarmato. Nel campo della concorrenza la Ue e la Commissione possono tenere sotto controllo e imporre soluzioni anche alle grandi imprese americane. Grande impressione ha fatto quello slogan di Trump, America first. E i nostri leader nazionalisti hanno trovato in questo una legittimazione. Ma faccio notare che Trump non ha detto Florida first o Nevada first, ha detto America first. E allora è importante che gli europei reagiscano a questo". In Europa siamo ancora legati alla trazione tedesca della Merkel. "C'è una parte della Ue che fa il suo lavoro. La Commissione, la Bce. Quello che viene a mancare è il Consiglio europeo. Dove i capi di Stato e di governo si riuniscono per decidere. Ma o decidino cose con formulazioni ambigue per poi sottrarsi agli impegni o non le applicano del tutto. Il problema è che singoli capi di Stato e di governo stanno distrugendo la Ue. Kohl e Mitterrand la costruivano, oggi loro la distruggono. Forse, tranne la Merkel, nessuno oggi è davvero un leader. Agiscono solo alla ricerca del consenso, a costo di mandare in frantumi la Ue". Ma è un fatto che in questi anni la Ue sembri essere esistita solo per imporre il rispetto dei vincoli di bilancio, l'austerità, che secondo i dati non ha prodotto crescita e lavoro. Meglio Trump? "Questa immagine è un riflesso del martellamento che hanno fatto i nostri politici sulla necessità del deficit. Invece bisogna dire meno male che c'è un mercato unico europeo. L'Italia è in una condizione difficile. Per decenni in passato la Ue non si è occupata di deficit pubblico. I governi italiani allora dicevano di sì a tutti facendo aumentare il debito pubblico attraverso il deficit, nessuno se ne accorgeva. Ma se oggi i giovani fanno fatica a trovare lavoro, la ragione è perché il Paese è stato sommerso dal debito pubblico. Non giochiamo con lo spread. Perché i nostri sciatti dibattiti interni stanno facendo risalire i tassi d'interesse". Lo spread torna a salire, cosa rischiamo? "Non c'è un rischio, ma una certezza: quando aumenta lo spread, aumentano i tassi d'interesse che il Tesoro deve pagare sul proprio debito. Se sale lo spread, il Tesoro paga di più. Oggi siamo ritornati a uno spread di 180/190 perché creiamo incertezza sul Paese. Nel 2010/11 eravamo a queti livelli, poi ci fu l'impennata che fece cadere Berlusconi (e chiamare  Monti e il governo tecnico, ndr). Si può fare una critica ai governi degli ultimi tre anni, anni di condizioni favorevoli, dal tasso di cambio al prezzo del petrolio: la navicella italiana andava ancorata in un porto calmo e tranquillo, in attesa delle nuove tempeste. Draghi non potrà continuare con la sua azione per sempre". Matteo Renzi ieri ha scritto sulle sue piattaforme una cosa che riguarda anche lei: "Dobbiamo abbandonare il modello Dracula", che rappresenta lo Stato e il fisco come qualcosa che ti azzanna. Intendendo con quel modello i vecchi governi di centrosinistra e il governo Monti. "Renzi mi fa pena, perché per tornare al governo parla di una politica fiscale più amica, che in realtà mi sembrava stesse facendo già da tre anni. Ma se dopo tre anni deve attaccare altri se lui non è riuscito a far ripartire l'Italia... Il vero problema è esattamente la lotta all'evasione fiscale. Se draculiana è l'Imu bisogna ricordare che eravamo in condizioni di emergenza. Non credo sia stata una buona idea la scelta (di Renzi) di distribuire molti bonus di varia natura, con finalità elettorali e referendaria, per incidere sul cuneo fiscale e ridare slancio all'economia. Ma, caro Renzi, non so chi ci creda più a queste accuse dopo aver sprecato tre anni nell'azione di governo per giocarsi tutto sulla finalità del referendum costituzionale".   Monti: "Io Dracula? Renzi mi fa pena. Servirebbe più modestia" Condividi   Credevamo che l'Europa ci avrebbe consentito margini di flessibilità, invece no. Ci dice: avete sforato. E chi chiede una manovra correttiva. Come rispondere? "Quando Renzi ha condotto la sua battaglia contro l'Europa, più davanti all'opinione pubblica italiana che nelle stanze europee, l'ha centrare tutta sulla flessibilità. Il mio consiglio: bisogna costruire un sistema di alleanze con altri Paesi per arrivare a una modifica del Patto di stabilità. Per arrivare a nuove regole che ammettano che investimenti pubblici seri possano essere messi in cantiere al di fuori del calcolo sui conti. Ma trovo pericolosissimo che esponenti del governo stiano dando l'idea che l'Europa ostacoli l'Italia nel mettere a posto le scuole. Si distrugge un'opinione pubblica. Quello che dice l'Europa non è oro colato. Ma va cambiato il quadro, le regole del gioco. Senza dare all'estero l'idea di un mercanteggiamento".   Monti: "Con Renzi a Bruxelles prove di accattonaggio, meglio modificare i patti" Condividi   La manovra aggiuntiva da 3,4 miliardi va fatta? "Se partisse la procedura d'infrazione per disavanzo sarebbe un grosso danno. La reputazione è importante. Ora riusciranno a dire che Monti vuole un'altra manovra. Cari signori, non dovevate trovarvi a questo punto". Capitolo esodati. La domanda di un lettore: Professore, quando si alza al mattino ha un pensiero per noi? "Di salvaguardie per gli esodati ne sono state fatte almeno otto, tra me e Renzi. E non è finita. Se l'Italia avesse fatto una riforma delle pensioni a tempo debito, ricordo il 2008 e lo scontro sul tema tra Forza Italia o Popolo della Libertà e Lega nel governo Berlusconi. La situazione era difficile e non era facile garantire a tutti uno 'scorrimento' facile. Probabilmente sugli esodati è stato fatto un errore. Ma teniamo conto che è una riforma che abbiamo dovuto fare in tre settimane dal giuramento del mio governo. Probabilmente la riforma non la rifarei così, ma osservo anche che con la montagna di critiche lanciate alla riforma e alla povera ministra Fornero, nessun governo successivo vi ha messo mano incisivamente. Una riforma approvata con una maggioranza del 70, 80 per cento".   Esodati, Monti: "Un errore che non rifarei, votato dal 70% del Parlamento" Condividi   Banche, perché non intervenì Monti quando poteva? Il sistema bancario è a rischio? "Il nostro sistema bancario è meno a rischio rispetto ad altri Paesi, ma è a rischio rispetto a ieri, per via della paralisi causata dal referendum quando invece andavano fatte certe cose. Ai tempi del mio governo c'era un problema Monte Paschi, che aiutammo. Ma dire che bisognava risolvere un problema banche non ha senso: perché quel problema non c'era. E se c'era era rappresentato dalla grande quantità di titoli di Stato che le banche avevano in pancia. Noi dovevamo salvare esattamente quello, le finanze del Tesoro".

02/02/17 06:20

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