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Cyber sicurezza, Pansa:

Cyber sicurezza, Pansa: "La minaccia aumenta, da soli non si vince. Sinergia con i privati"

tecnologia

Il direttore dei servizi segreti: "In Italia si è fatto molto, ma occorre un piano nazionale di intervento per potenziare le difese". Al convegno Cybertech Europe anche Marco Carrai, amico del premier, candidato consulente di Palazzo Chigi per la sicurezza informatica

Cyber sicurezza, Pansa: "La minaccia aumenta, da soli non si vince. Sinergia con i privati"

ROMA - Contro la cyber minaccia, i servizi segreti cercano alleanze con i privati. Lo ha detto il direttore del Dis, Alessandro Pansa, nel suo intervento al convegno Cybertech Europe a cui hanno partecipato, fra gli altri, il ministro dell'Interno, Angelino Alfano e l'ad di Leonardo-Finmeccanica, Mauro Moretti. "Solo se saremo capaci di creare un ambiente nazionale sicuro - ha ammonito Pansa - parteciperemo con la nostra economia allo sviluppo della rivoluzione digitale che abbiamo davanti". Carrai: "Non parlo della consulenza". Alla conferenza era presente anche Marco Carrai che ha detto di "non voler parlare della sua nomina a Palazzo Chigi" come consulente del premier Matteo Renzi (di cui è amico) proprio per la cybersecurity e i big data. Carrai è intervenuto come moderatore di un dibattito sulle start up. Nella brochure degli organizzatori - che hanno uffici a Israele e negli Stati Uniti - l'imprenditore fiorentino è presentato come presidente e cofondatore dell'azienda Cmc Labs, attiva proprio nel campo dei big data. Nello scorso maggio Renzi aveva ribadito l'intenzione di far entrare Carrai nel suo staff a Palazzo Chigi per seguire la partita della cybersecurity. In quel caso, aveva spiegato il premier, avrebbe dovuto vendere le azioni della sua società o affidarle ad un blind trust. Queste dichiarazioni non hanno poi avuto seguito. Pansa: "Nuove minacce in aumento". L'Italia, ha spiegato Pansa, sta facendo molto per investire in cyber sicurezza e per difendersi dai cyber attacchi che possono arrivare a paralizzare il Paese in caso vengano colpite le strutture che fanno funzionare il web. "Le nuove minacce sono in netto aumento", ammette Pansa. Perfino una nuova tecnologia inventata per fini di comunicazione può trasformarsi in un'arma in mano dei terroristi, come nel caso dei numerosi social usati dall'Isis per fare proselitismo in Occidente. "Se la sicurezza c’è - è il monito di Pansa - vi è sviluppo e innovazione; se la sicurezza non c’è, non si entra nel nuovo mondo". "In questo nuovo mondo - dichiara Pansa - l’intelligence dovrà essere in grado di comprendere, prima ancora degli attori ostili, come, da un punto di vista squisitamente tecnico, una nuova tecnologia possa essere sfruttata per finalità che possono mettere a rischio la sicurezza nazionale". Tutti i rischi di un cyber attacco. "Un attacco cyber può causare danni sul piano fisico, anche in termini di feriti e, nel caso peggiore, di vittime - ha spiegato il capo dei servizi segreti -  la minaccia si evolve con estrema velocità: la crescente mole di dati raccolti in maniera massiva e riferiti a qualità personali, abitudini e stili di vita, preferenze di consumo diviene un obiettivo ambìto ed altamente remunerativo per chi vuole impossessarsene illecitamente". "Piccole e medie imprese sono prede di malware volto all'interruzione del funzionamento dei loro sistemi informatici, e alla sottrazione di know how relativo a progetti industriali ed a strategie manageriali". "A quest’accelerazione esponenziale della minaccia si aggiunge ora anche il rischio terroristico". "Occorre acquisire piena consapevolezza degli interessi che entrano in gioco, quando ci confrontiamo con la minaccia cyber: l’integrità fisica dei nostri cittadini, l’integrità economica collettiva e delle nostre imprese, le funzioni fondamentali dello Stato, i diritti dei singoli, lo stesso diritto alla libertà". Il cyber, dunque, si mostra sempre più uno strumento duttile e penetrante. Ma l'Italia è pronta ad affrontare questa minaccia? I suoi sistemi di cyber difesa sono sufficienti a scongiurare il rischio di una paralisi del Paese in caso di attacco alla nostra rete? "In Italia ancora molto da fare". "Molto è stato fatto nel nostro Paese", ha detto in sintesi Pansa. "Ma molto c'è ancora da fare. E il risultato si può ottenere solo con la collaborazione di tutti e una sinergia con i privati". Secondo gli analisti, la Terza Guerra mondiale si combatterà a colpi di attacchi informatici. Attualmente sono in corso le prove generali per testare la capacità di resistenza dei singoli Paesi e del sistema-web, vincerà chi avrà il sistema cybernetico più sicuro, dicono gli analisti. Pansa: "Stiamo attualmente aggiornando il 'Piano nazionale per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica', allineando lo stesso sia alla direttiva Ue sulla network and information security, adottata il 6 luglio di quest'anno dal Parlamento Europeo, sia alle nuove sfide poste dall'innovazione digitale". "Stiamo pensando alla realizzazione di un laboratorio governativo dove testare i sistemi informatici prima del loro impiego nell'ambito di infrastrutture critiche, sia governative che private". Il piano dei servizi segreti. "Per affrontare la minaccia - ha sottolineato il direttore dell'intelligence - appare cruciale, da un lato, acquisire e tenere aggiornata una vasta capacità di raccolta, analisi e conservazione dei dati, ormai in quantità immense (i big data), al fine di individuare e disarticolare in anticipo la minaccia e, dall’altro, poter contare su nuove sensibilità dei provider nel sostenere gli attori pubblici nel loro sforzo di garantire la sicurezza. L’approccio, pertanto, non può che vedere la sintesi tra l’interesse nazionale e quello privato, tra sfera collettiva e sfera privata. Il Progetto Nazionale di Cybersecurity potrà utilmente beneficiare della dotazione messa a disposizione dalla legge di stabilità per il 2016. Perché il progetto determini, come risulta ormai essenziale, un effettivo cambio di passo per la capacità di reazione del nostro Paese sarà altrettanto indispensabile che la costruzione dello stesso avvenga con il contributo delle varie componenti (pubbliche, private e della ricerca) che costituiscono la struttura portante del tessuto cyber nazionale.

07/02/17 06:21

repubblica

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